lunedì 6 giugno 2011

La corazzata Potëmkin

« Noi marinai dobbiamo stare spalla a spalla con i lavoratori nelle prime file della rivoluzione » (Didascalia del film)

« Fu proprio la scalinata con il suo "movimento" a suggerire l'idea della scena e a provocare, con la sua fuga, la fantasia del regista, dando origine a una nuova "forma a spirale" »

RIPRESE
Dopo l'approvazione del Goskino, Ejzenštejn e i suoi cinque assistenti (Aleksandrov, Strauch, Antonov, Gomarov e Levsin), più l'operatore Eduard Tisse, ritornarono ad Odessa per dare il via alla produzione del film. Il regista cominciò ad effettuare le prime selezioni per il cast ma alla fine si convinse che un attore famoso non avrebbe potuto rispecchiare molto la collettività e le persone normali e decise, quindi, di affidare molte delle parti ad attori non professionisti scelti tra i marinai e tra gli abitanti delle città di Odessa eSebastopoli. Furono scelti dal regista anche alcuni attori professionisti, membri di una compagnia teatrale locale. Assegnate le parti, la produzione incontrò un altro ostacolo perché le scenografie che dovevano sostituire la corazzata Potëmkin (fuori servizio dal 1918 e demolita tra il 1922 e il 1924)[9] non erano gradite al regista, che le giudicava insufficienti per un'opera di qualità; fu così che Ejzenštejn chiese e ottenne dopo una lunga trattativa di poter usare la nave gemella della Potëmkin, la Corazzata Dodici Apostoli, che però giaceva arrugginita e in disarmo da alcuni anni, e lo stato di totale abbandono era tale da renderla inutile perfino come teatro di posa per le riprese. Si rese necessaria, quindi, un'operazione di parziale verniciatura e rapido restauro essenziale, per consentire alla nave di apparire come nuova e restare a galla il tempo sufficiente per le riprese del film[10]. Risolti gli inconvenienti tecnici e burocratici, Ejzenštejn e il suo staff si dedicarono anima e corpo alle riprese, lavorando a ritmo forsennato fino ai primi di dicembre. La produzione richiese molti mesi a causa del perfezionismo del regista, che voleva ripetere le scene molte volte per sicurezza. Anche se le giudicava soddisfacenti, cercava sempre di fare meglio, e spesso il set lavorava un giorno intero per produrre solo poche sequenze comunque scartate dal regista. Inoltre, per via di alcuni problemi organizzativi, in un paio di occasioni il lavoro dovette fermarsi del tutto per alcuni giorni, avvicinando pericolosamente la data imposta dal governo per l'ultimazione della pellicola.
http://it.wikipedia.org/wiki/La_corazzata_Pot%C3%ABmkin